23 GIUGNO GIORNATA DELL’ORGOGLIO PEDOFILO-Assurdo ma VERO!

10 Giugno 2007 1 commento


Si avete letto bene, il 23 giugno si terrà la giornata Mondiale dell’orgoglio Pedofilo

tutti i pedofili del mondo accenderanno una candela azzurra.Un gesto simbolico per ricordare i pedofili incarcerati perchè – come dicono – “vittime delle discriminazioni, delle leggi ingiustamente restrittive per ribadire l’amore che proviamo per i bambini” (boyloveday international) queste persone (se cosi possiamo chiamarle) hanno pure un sito e non è un sito illegale, non contiene pornografia, anzi questi signori si impegnano a convincere i loro lettori di agire nel bene, di volersi differenziare dai criminali, da chi fa atti violenti, da chi costringe i bambini, i ragazzi, dicendo che loro li amano.

Interessante la galleria di immagini, dove anche babbo natale viene mostrato come pedofilo dove addirittura viene mostrato un prete amorevole con un ragazzo, si evince un desiderio di far apparire assolutamente normale o come perversione sessuale, che ne sò come partecipare ad un’orgia, un rapporto amoroso da tra un ragazzino e un adulto.
Non è una novità, sono 8 anni che questa giornata esiste, che questo sito è on line, nell’indifferenza di tutto gli organismi internazionali, qualcuno ha addirittura richiesto l’intervento dell’ ONU, ma tutto è rimasto così comè.Ora è partita una petizione, ci sono 3 pagine su questa giornata e la polizia postale spiega perchè non si può chiudere quel sito.

http://www.epolisroma.it

dovrebbe essere in tutte le città comunque si scarica on line.

Questa è la prima risposta a questa giornata:

*UNA FIACCOLATA A PALERMO CONTRO LA PEDOFILIA

L’Associazione per la Mobilitazione Sociale di Palermo, chiede che vengono oscurati tutti i siti web che in qualche modo danno voce e spazio alla pedofilia. Le istituzioni prendano una ferma posizione considerando reato anche la solo promozione on line di questo turpe mercato. Un fermo “No” contro la “Giornata Internazionale dell’orgoglio pedofilo”.
Proviamoci, facciamo una catena di blogger, se credete che possiamo urlare un NO anche noi, prendete questo post, copiatelo nei vostri blog, nei vostri siti,inviatelo per mail ai vostri conoscenti , prendetelo e fatelo prendere ai vostri amici blogger, uniamo le nostre forze per qualcosa di positivo.
Grazie a tutti noi?ma non molliamo proprio ora, fate firmare la petizione che presenteranno all’UNICEF e all’On. Frattini.

nome e cognome tramite un sms 3391819641 oppure

nome e cognome tramite mail italia@epolis.sm

Incredibile al punto da lasciare senza parole.

In un mondo civile non ci dovrebbe essere bisogno di firmare petizioni come questa! Purtroppo non siamo neanche il terzo o il quarto mondo, siamo il milionesimo alla milionesima potenza di mondo e sempre e comunque gli scarafaggi saranno più evoluti di noi in ogni angolo dell’universo, se non altro per una questione di coerenza.

Firmo con slancio e vergogna – qualcuno dovrà pur vergognarsi in questa nostra perduta società – e giro in CCN a tutta la mia rubrica, pregando ognuno di questi mille e più indirizzi di fare altrettanto, dimenticando almeno per un minuto simpatie, antipatie, insieme alle baggianate quotidiane dei nostri tg, pensando, per un istante almeno, davvero, AI NOSTRI FIGLI.
Riferimenti: 23 GIUGNO GIORNATA DELL’ORGOGLIO PEDOFILO-Assurdo ma VE

Global Day for Darfur

28 Aprile 2007 2 commenti


Per la prima volta in Italia, a Roma, in contemporanea con circa cinquanta Paesi nel mondo, si svolgerà il Global Day for Darfur, grazie all’impegno di Italian Blogs for Darfur, movimento per i diritti umani di cui fanno parte giornalisti, operatori sociali ed esponenti della società civile. Il conflitto in Darfur, nell’arco di quattro anni, ha provocato non meno di 300.000 morti, e ha costretto almeno due milioni di persone alla fuga, destinandole ad una vita da sfollati sia all’interno del Sudan, sia nei campi profughi in Ciad, circostanza che di fatto ha allargato il conflitto anche a questo paese confinante.
Solo assicurando ai cittadini italiani una corretta e completa informazione, possiamo sperare che le istituzioni si mobiliteranno, in tempi utili, per trovare una soluzione al conflitto in corso. Dal Gennaio 2007 l’Italia siede al Consiglio di Sicurezza ONU come membro non permanente e presiede, nella persona dell’ On. Marcello Spatafora, ambasciatore dell’Italia presso l’ONU, la commissione per le sanzioni contro il Sudan ( http://www.un.org/sc/committees/1591/index.shtml). Ci aspettiamo quindi che il nostro Paese si adoperi al massimo per porre la questione del conflitto in Darfur all’ordine del giorno della Comunità Internazionale. Per denunciare tutto questo, il prossimo 29 aprile si terrà una manifestazione con partenza alle 10:00 da piazza Madonna di Loreto, lungo via dei Fori Imperiali fino al Colosseo alla quale hanno aderito i Radicali, l’Ugei (Unione Giovani Ebrei d’Italia), le componenti giovanili dei Verdi, le Acli.
Per esporre le ragioni della manifestazione del 29, per sollecitare i mass-media italiani a dare più informazione sul Darfur e per chiedere l’impegno del Parlamento e del Governo italiano, il 27 aprile, alla Camera, si terrà una conferenza stampa, alle 11,00. Saranno presenti gli organizzatori della manifestazione; Marco Beltrandi (Rnp), vice presidente della Commissione di vigilanza Rai, che ha presentato una mozione per chiedere alla Rai di informare di più sul conflitto in atto in Darfur; il Senatore Pianetta (FI), tra i promotori in Senato di un Ordine del Giorno riguardante il Darfur; Irene Panozzo, giornalista e scrittrice esperta di Sudan. Nel corso della conferenza verranno presentate le vignette realizzate da molte firme italiane, tra cui Staino, Vincino e Jacopo Fo, per Italian Blogs for Darfur e che saranno in mostra il 29 aprile nei pressi del Colosseo.

Riferimenti: Global Day for Darfur

Il paradosso dell’umanità!

23 Febbraio 2007 2 commenti


Questo breve filmato si commenta da solo!
Riferimenti: Il paradosso dell’umanità!

Si continua a morire ma…in nome di chi?

22 Febbraio 2007 3 commenti


oggi voglio invitarvi a vedere questo filmato che troverete nel link. E un “mesto” saluto a quei soldati che muiono solo perchù un qualche Presidente decide che sia giusto portare”pace”=guerra e morte in qualche altro paese del mondo.

Sono ragazzi indiani che, nonostante le famiglie siano state trucidate e chiuse in riserve dagli americani, decidono di servire (volenti o dolenti) proprio quei capi che li han trattati come bestie.
Morale della favola? Ancora morte!
Riferimenti: Si continua a morire ma…in nome di chi?

Questa è la mia gente!

12 Febbraio 2007 2 commenti


La dove tuto poteva essere in sintonia…
Ma un giorno arrivò l’uomo bianco con la sua assurda sete di potere e dal quel giorno tutto cambiò…
Clicca sul link…entra nel mio mondo!
Riferimenti: Questa è la mia gente!

?la Vecchia Via?

19 Gennaio 2007 1 commento


Stiamo seguendo ?la Vecchia Via? in un nuovo modo cercando di congiungere la saggezza del passato con la conoscenza di oggi.

Una volta gli indiani si riunivano in cerchio e insieme tessevano la trama dei loro sogni affinché diventassero reali e poi raccontavano il cammino percorso attraverso i tempi per ricordare ed imparare.

C?era una volta un gruppo di persone che si sono incontrate e riunite. Provenivano tutte da sentieri diversi, diverse religioni e ideologie, ma tutte le loro strade avevano un cuore. Seduti in cerchio impararono a riconoscere le qualità uno dell’altro e decisero di mettere insieme le loro capacità, per celebrare la vita in tutte le sue manifestazioni.

Se sei interessato a percorrere la via “rossa” contattami!
Riferimenti: ?la Vecchia Via?

Ciao Terra rigogliosa!

11 Gennaio 2007 1 commento


Ultimamente vi è un gran parlare sui danni commessi dagli uomini ai danni di Madre Terra…
Ma, nonostante tutti gli allarmi che si susseguono…cosa si fa realmente per evitare di ritrovarci, e sarà prima di quanto vi immaginate,in un mondo come da foto?

Riflettete e non aspettate che siano solo i governi a far qualcosa ( in tal caso saremo sicuramente tutti morti!) ma, ognuno nel suo piccolo, può fare qualcosa…e, come il sassolino nel mare, il nostro contributo può essere importantissimo!

Riferimenti: Ciao Terra rigogliosa!

"Siamo tutti fratelli" Foto

31 Ottobre 2006 1 commento

"Siamo tutti fratelli" Foto

31 Ottobre 2006 Commenti chiusi


Ora, più che tante parole, penso che le immagini esprimano meglio di ogni altra cosa il concetto di “fratellanza”
Riferimenti: "Siamo tutti fratelli" Foto

MITAKUYE?OYASIN, OVVERO IL CONCETTO DI RELAZIONE

31 Ottobre 2006 Commenti chiusi


mitakuye?oyasin, letteralmente ?tutte le mie relazioni?.
é un concetto originalmente parte della filosofia Lakota, ma oggi patrimonio ed eredità di tutte le nazioni indigene nordamericane.

Per i popoli nativi tutto ciò che esiste in natura, inclusi tutti coloro che camminano o abitano la terra, siano questi esseri animati o inanimati sono parte di un?unica unità. non c?è una discontinuità di ?sostanza? fra queste entità, il cui compito, nell?ambito della creazione, è di completarsi.

Oggi questa espressione (MITAKUYE?OYASIN)è diventata patrimonio comune di tutti i popoli e nazioni indigene del Nord America è bene ricordare che il concetto di mitakuye?oyasin nasce e trova il suo sviluppo all?interno del mondo delle 7 bande Lakota (Teton, Sisseton, Oglala, Brulè, Yankton, Dakotas, Nakotas) comunemente conosciute con il dispregiativo nomignolo di Sioux, di derivazione arcaica francese che suona più o meno come ?serpenti striscianti?, affibiatogli dai missionari cristiani nel 1600. A tutt?oggi mitakuye?oyasin è diventata un?espressione di tutti i popoli indigeni del Nord America, segno e caratteristica di una tipologia relazionale unica e inconfondibile. perciò da adesso in poi, inizierò a riferire il nostro concetto non solo ai Lakota, ma a tutti gli indigeni nordamericani. Per i nativi americani tutto ciò che esiste in natura e tutti coloro che camminano sulla faccia della terra interagiscono fra di loro non come singole realtà, ma come un?unità. Sassi, muschi, animali ed esseri umani contengono la medesima quantità spirituale, con la differenza legata al ruolo che ciascuna forma riveste nel panorama dell?universo. Pertanto la differenziazione fra gli esseri non è legata all?essere più o meno perfetti o simili alla divinità superiore, quanto al diverso compito che ciascuno deve svolgere mentre dimora sulla terra. E? proprio in virtù di questo ruolo che possono ?servirsi? di altri esseri per la propria sussistenza e benessere: in quest?ottica, perciò, il tagliare piante e vegetali o l?abbattere animali da parte degli esseri umani acquista senso e misura. Secondo le più sacre usanze e tradizioni dei vari popoli amerindi, ogni volta che sopravviene il bisogno di abbattere un?altra forma di vita, questo lo si deve compiere attraverso modalità di rispetto e attenzione e, allo stesso tempo lo si deve fare salvaguardando l?equilibrio con cui il Creatore ha disposto i vari esseri umani.

Un saggio uomo indiano una vota disse :? ogni volta che tagliamo un albero, abbattiamo un cervo o anche solo prendiamo dell?acqua dal ruscello, non solo dobbiamo rendere grazie al Creatore per quel dono, ma dobbiamo garantire il permanere del ciclo di cui piante, animali e acque fanno parte pertanto bisogna rendere alla terra da cui riceviamo il sostegno che necessitiamo qualcosa che non interrompa il ciclo, qualcosa sicuramente di simbolico, ma che dimostra la nostra gratitudine e riconoscimento del nostro dipendere da lei.Depositare a terra del tabacco poteva essere un gesto gradito e significativo, lasciando la porta aperta ad altre sostanze che abbiano la propria appartenenza alla terra

Lo stesso discorso dicasi per la caccia agli animali. Per i nativi americani più vicini alla tradizione esiste un rapporto confidenziale, quasi affettivo fra il cacciatore che si appresta a ricercare la sua preda e l?animale che dovrà costituire la preda stessa. Il tutto si trasforma in un rituale sacrale in cui il cacciatore si rivolge alla preda parlandone al cuore, ammettendo il dolore di tale scelta che viene intrapresa solamente perché egli ha una famiglia da sfamare.

Anche le cerimonie tradizionali più sacre lasciano trasparire questo dinamismo di interdipendenza. In molte di queste viene usato il cerimoniale della preghiera delle quattro direzioni: a ciascuna delle direzioni (i quattro punto cardinali a cui spesso vengono congiunti anche i cielo e la terra) è associata una creatura animale, un colore, oppure una situazione specifica della vita. Così se l?est rappresenta l?inizio della vita, la nascita del sole e il periodo della giovinezza, il sud, simbolicamente indicato con la ?red road? (strada rossa) è il luogo della maturità dove tutti sono chiamati ad andare se vogliono raggiungere la profonda conoscenza di sé. E così via le altre direzioni. Nel concetto originario queste direzioni sono dei passaggi obbligati di un medesimo circolo dentro al quale ciascuna persona (o popolo) deve passare se vuole portare a compimento la ragione per la quale è stato chiamato ad esistere. Ed è proprio qui che mitakuye?oyasin si manifesta: ad ogni persona è stato assegnato un compito ben specifico da portare a buon fine. Per il raggiungimento di questo incarico non solo ciascuno deve, come in un circolo vivere tutta la sua vita come una tappa di avvicinamento al compimento di sé, ma non lo può fare senza l?indispensabile contributo dei suoi simili e delle altre realtà presenti nella creazione. Da tutti questi riceverà il necessario sostentamento e sarà suo compiti, in ritorno, far si che questi ne ricevano tramite il suo agire quotidiano.
Solo in quest?ottica si può capire perché durante il rituale di molte cerimonie (capanna sudatoria, cerimonia della pipa, e così via) si ripete al termine di ogni intervento la formula rituale ?mitakuye?oyasin?.

(Con la parteciapazione di Riccardo Scalvinoni)

Riferimenti: MITAKUYE?OYASIN, OVVERO IL CONCETTO DI RELAZIONE